Se parliamo di computer e lavoro oggi come oggi non c'è web marketing, web design, real-time, database, grafica 3D, animazione che tenga ! L'accoppiata vincente è oramai assodata e standard: lavoro + computer = Java Enterprise Edition.
Post più popolari
-
Il mio papà è "un uomo con il cuore speciale" e non lo dico solo perchè è mio padre ma è veramente cosi. E' nato nel '43,...
-
Alcuni non ne sentono il bisogno ma io un bel giorno mi sono deciso: ho dato un senso alla mia vita... Sono di estrazione cattolica, mi h...
-
Allora...partiamo dal punto fermo che uomini e donne appartengono a due mondi completamente diversi ! Questo è accreditato dal fatto che le...
Visualizzazione post con etichetta Lavoro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Lavoro. Mostra tutti i post
20 giugno 2014
28 luglio 2013
Il programmatore...
Un linguaggio di programmazione è un linguaggio che, come un linguaggio naturale, è composto da caratteri, lettere, simboli e che quindi ha una propria sintassi. Questo viene utilizzato con accuratezza dal programmatore che per controllare il comportamento di un computer, scrive il codice sorgente di un software. Nel 1949 nasce il primo
linguaggio di programmazione di uso comune conosciuto come Short Code
dal quale è poi derivato l'Assembler cioè il linguaggio macchina che era
particolarmente ostico bensi era molto potente e consentiva al
programmatore di avere un controllo praticamente completo del computer.9 gennaio 2013
Classificazione ?
Non sono un classista ma un classificatore si. Sara forse una deformazione professionale visto che sono un informatico.Vorrei affrontare l'argomento "classificazione" in un ambito dove inevitabilmente viene spontaneo applicarlo: l'ambito lavorativo. Nel lavoro possiamo identificare le seguenti categorie molte delle quali collegate tra loro: gli stacanovisti, i professionisti, i protettori, i lecchini, gli stronzi, i raccomandati, gli ultimi, gli incompetenti.
8 gennaio 2013
Il sistema educativo e lavorativo, aimè, in Italia
Verso la fine del
1999 a Roma, all’età di 25 anni, finita l’università ebbi la fortuna che
mio padre (più che altro un santo) mi offrì di trasferirmi e seguire
una specializzazione all’estero. Cosi dopo alcune ricerche presso
l’ambasciata inglese, americana e canadese scelsi inizialmente un
percorso di studi che mi permettesse prima di tutto di imparare la
lingua inglese, ma impararla veramente, cioè parlarla e scriverla
fluentemente non come molti credono di fare o sapere.
Iscriviti a:
Post (Atom)